Attori, cantanti, giocatori di calcio e persino giornalisti, sono tanti i famosi che hanno deciso di investire parte dei propri averi, in una azienda vitivinicola. Il vino dei Vip se prima era considerato un vero e proprio “smacco” nei confronti di chi il vino lo produce da generazioni, oggi è diventato quasi uno status symbol.
Roberto Cavalli, insieme al figlio Tommaso, ad esempio, hanno creato un vero e proprio impero enogastronomico, parallelamente a quello più noto nel mondo della moda. Sulle colline del Chianti, infatti, la Tenuta degli Dei, di proprietà dello stilista, può contare su circa tre ettari di vigna che hanno dato l’opportunità di produrre ottimi vini, Cavalli per l’appunto, ottenuti da un miscelato di Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot, Petit Verdot e Alicante.

Secondo alcuni recenti sondaggi, lavorare in vigna e diventare imprenditore è il sogno di tantissimi giovani, ma per diversi “famosi” è un’idea che si è concretizzata in brevissimo tempo. Nell’elenco, peraltro lunghissimo – de il vino dei Vip – possiamo inserire anche grandi campioni come ad esempio Andrea Pirlo – proprietario dell’azienda biologica Pratum Coller, dove si producono circa 25 mila bottiglie l’anno divise tra due rossi, un rosato e un bianco – e Paolo Rossi. Tra gli sportivi, infatti, il nettare di Bacco ha sempre riscosso un certo successo: da Iniesta a Tommasi, passando per Barzagli fino a Moser che, in una recente intervista, ha dichiarato: “E’ più semplice andare in bici che produrre vino”.

L’elenco de Il vino dei Vip si fa ancora più lungo se oltre ai campioni dello sport, aggiungiamo anche attori e attrici come ad esempio GianMarco Tognazzi, figlio del grande Ugo che ha (ri)dato il via alla produzione de La Tognazza, riprendendo l’idea dell’indimenticabile papà  che aveva impiantato un’azienda agricola ad uso familiare che si basava sui prodotti del vino e dell’olio: Come se Fosse, Antani e Tapioco – rispettivamente un  merlot, il syrah ed il trebbiano malvasia – sono ovviamente i cavalli di battaglia dell’azienda.

Non solo campioni e attori, ma anche cantanti: in questo caso parliamo di una donna, Gianna Nannini, che dalla sua proprietà alle porte di Siena ha “tirato fuori” quattro chicche da veri intenditori: il Rosso di Clausura, il Baccano, il Chiostro di Venere e, ultimamente, anche InNo. “Il vino è parte integrante di me, ce l’ho nell’anima – ha raccontato la Nannini in un’intervista a Gambero Rosso – sono nata e cresciuta in campagna; quando sento un vino non posso fare a meno di ricollegare i suoi profumi a quelli della mia infanzia. Considero questa mia impresa un atto d’amore, di rispetto e di ritorno all’ambiente che stiamo lacerando in maniera assurda. Avevo bisogno di Toscana, di tornare alla terra”.