Vini laziali: quest’anno i vini del Lazio sono stati fra i protagonisti della 52esima edizione del Vinitaly, il Salone Internazionale del vino e dei distillati, che si è svolto a Verona lo scorso aprile 2018. La grande partecipazione delle imprese del territorio laziale ha permesso agli appassionati del settore, provenienti da tutto il mondo, di conoscere ed apprezzare i prodotti tipici della nostra terra, e le storie della lunga tradizione italiana.

“Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva, si gusta, si sorseggia e…se ne parla”.

Già Edoardo VII, nella seconda metà dell’Ottocento, aveva compreso il potere comunicativo del vino, che conduce gli individui verso una condizione di socievolezza, di condivisione e socialità. Questa sua natura intrinseca, riportata ai nostri giorni, rende il vino il prodotto ideale per la comunicazione online, attraverso i social network.

Potrebbe interessarti anche: Vino italiano e social, etichette e wine trend su instagram

La nostra analisi – a partire dal Vinitaly ad oggi – intende fare luce sui vini laziali premiati con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso 2018, ovvero sulle aziende che hanno compreso l’importanza di una buona presenza online, attraverso lo storytelling del brand. In particolare abbiamo selezionato le quattro cantine più social in questo ambito, che stanno sfruttando (nello specifico) Instagram, Twitter e Pinterest per comunicare agli utenti la loro rispettiva presenza online: indagheremo dunque le produzioni vinicole Casale del Giglio, Falesco – Famiglia Cotarella, Sergio Mottura e Tenuta di Fiorano.

I vini italiani, anno dopo anno, sono sempre più presenti all’interno panorama internazionale e, negli ultimi tempi, stanno affermando la loro presenza anche nelle classifiche dei più venduti al mondo. I canali social sono una vetrina dalle molteplici potenzialità per le produzioni vinicole: da un lato offrono ai brand la possibilità di raggiungere potenziali clienti – attraverso i gusti o gli interessi per cui gli utenti stessi si auto-definiscono – dall’altro fidelizzano i loro fan più o meno attivi, o più o meno esperti del settore, che sono già iscritti a gruppi, community, o che sono già follower delle pagine aziendali.

vino lazio gender split

E’ importante, dunque, per i brand avere una buona presenza online, per farsi conoscere, poter ascoltare le esigenze dei consumatori, rispondere ai loro bisogni e interagire con loro. Rispetto al range temporale analizzato (12 aprile – 12 maggio 2018), gli utenti che hanno animato le conversazioni online su Twitter, sono stati oltre 220mila: i #winelovers, come amano auto-etichettarsi gli appassionati del buon vino, sono per il 43% donne, e per il 57% uomini.

Quali sono, dunque, i canali social scelti dai brand che hanno conquistato i Tre Bicchieri? 

Il Casale del Giglio, premiato con il suo Biancolella Faro della Guardia del 2016, attraverso Twitter (335 follower), coinvolge gli utenti con inviti agli eventi in programma, favorendo così il passaparola. L’hashtag #casaledelgiglio è stato utilizzato dagli utenti in 2.687 post, mentre la pagina ufficiale Instagram dell’azienda conta ancora pochi post e poche interazioni (514 follower).

La Falesco – Famiglia Cotarella, premiato con il Montiano del 2015, su Twitter conta 2.133 follower. Il brand racconta i suoi vini postando foto di eventi con personaggi più o meno famosi, e propone contest fotografici ai suoi utenti. Il brand propone anche eventi e infografiche su Pinterest, pagina seguita da 85 persone.

Sergio Mottura si aggiudica i Tre Bicchieri con il Poggio della Costa del 2016. Su Instagram conta 1.174 follower, mentre su Twitter è seguito da 397 follower e, nelle biografie dei due canali social, si definisce “Best Grechetto interpreter in the world”. Nei post racconta la relazione del vino con il suo territorio e invita gli utenti a partecipare ad eventi e degustazioni.

La Tenuta di Fiorano, premiata con il Fiorano Rosso del 2012, ha scelto Instagram (173 follower) per la comunicazione social del suo brand. Il tono è più auto-celebrativo e in primo piano mette, quasi sempre, solo il prodotto.

La produzione vitivinicola laziale, a giudicare dal numero di follower sui social, ancora non ha compreso appieno l’importanza dello storyteling sui social, del far diventare il vino uno strumento strategico di comunicazione visuale, e la possibilità di comunicare con i suoi utenti in modo originale ed efficace. cloud vino

I vini laziali oggetto di analisi, sul web (blog, forum, siti di settore), a differenza dei social network, hanno registrato un engagement altissimo: Casale del Giglio 52mila mentions, Famiglia Cotarella 53mila mentions, Sergio Mottura 52mila mentions e, infine, Tenuta di Fiorano 63mila mentions.

Metodologia di analisi

Query complessa: confronto fra keyword relative ai vini laziali selezionate

Range analisi: 12/04/2018 – 12/05/2018

Focus: web e social network

Tool utilizzati: Brandwatch