In principio fu il jeans, intuizione geniale di Levi Strauss per far fronte alle esigenze dei lavoratori sottoposti alle condizioni più estreme. Era il 1853 quando la tela resistente e pesante di colore blu, utilizzata per coprire le merci che partivano per le Americhe dal porto di Genova, prese il posto del fustagno nell’abbigliamento da lavoro. Qualche decennio più tardi, sarebbe diventato un must-have del guardaroba quotidiano, aprendo la strada alle contaminazioni stilistiche che ancora oggi ricorrono nell’ambito moda e nel workwear.

Workwear: lo Yellow Boot di Timberland, da scarpa da caccia a feticcio trendy

Fight the cold with the #LimitedRelease Frost Bite 6” Photo: @thegrayhaus

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Tra i brand pionieristici in tal senso c’è Timberland, l’azienda statunitense di calzature e abbigliamento che deve il suo successo al mitico e super trendy Yellow Boot. Lo scarponcino giallo indossato da star del calibro di Pharrell Williams è in realtà una scarpa impermeabile da caccia creata più di 40 anni fa. Se le sue peculiarità sono rimaste invariate – cuciture multiple in nylon per resistere allo sporco e alla pressione, un’intersuola in grado di assorbire gli urti e le iconiche imbottiture in cuoio sulla parte superiore – i modi di indossarli sono molteplici e tutti diversi.

C’è chi li sfoggia con leggings e denim jacket e chi li abbina a fluttuanti dress floreali. Per cercare ispirazione basta dare uno sguardo alla pagina instagram ufficiale del brand – che conta 1,8 milioni di followers – oppure cercare l’omonimo hashtag. Oltre alla linea di moda che unisce funzionalità e design, Timberland propone la collezione PRO, dedicata alle calzature da lavoro. Nello specifico si tratta di scarponi rinforzati conformi agli standard di sicurezza ideali per il lavoro in cantiere, progettati per affrontare le condizioni climatiche più difficili e rinforzati in acciaio sulle punte per salvaguardare il piede da perforazioni e urti pesanti.

 

Workwear: Lotto Works, le calzature antinfortunistiche dall’inimitabile stile italiano ispirate allo sport

 

Anche Lotto, storico marchio di riferimento per il mondo dello sport – recentemente salito in passerella grazie alla collaborazione con Damir Doma – ha esteso nel corso degli anni il suo heritage e le sue qualità performanti al workwear, affiancando alle linee Uomo, Donna e Junior la collezione di scarpe antinfortunistiche Lotto Works, pensate per rispondere alle esigenze specifiche di ogni ambiente di lavoro. Se il design rimanda ai modelli iconici che hanno accompagnato i grandi campioni del tennis, del calcio e di altre discipline sportive, materiali e tecnologie sono il frutto di una costante innovazione volta a offrire massima sicurezza, sempre nel pieno rispetto delle norme sui dispositivi di protezione individuale.

 

Workwear: Carhartt, l’abbigliamento da lavoro che piace ai Millennials

 

Parlando di workwear è d’obbligo citare Carhartt, azienda che dal 1889 produce abbigliamento da lavoro per manovali,  lavoratori nel ramo delle costruzioni e per chi ha l’esigenza di indossare capi resistenti e duraturi. Inizialmente focalizzato sulle divise per gli operai delle ferrovie, questo brand continua a mantenere il successo e l’autorevolezza acquisiti nel corso degli anni, ma è sempre più popolare anche al di fuori della sfera professionale: il marchio ha trovato infatti nei Millennials un nuovo target di vendita grazie ai rapper che a partire dagli anni ‘80 hanno iniziato a indossare i suoi capi funzionali e durevoli, ma al contempo accessibili.

A consacrare Carhart a griffe di lifestyle è stata la concessione della licenza di Carhartt Work In Progress (Carhartt WIP), una divisione separata dell’azienda che ha reinterpretato le caratteristiche dei prodotti Carhartt in chiave fashion, collaborando inoltre con marchi come A.P.C., Vans, Junya Watanabe e molti altri.

 

Workwear: Dansko, dalla selleria alla strada

 

Si scrive Dansko, si legge must. Le celebri calzature ispirate agli zoccoli olandesi sono diventate un complemento di stile irrinunciabile per le più attente alla moda e ai trend. Nate da un’intuizione di Mandy Cabot e Peter Kjellerup, coppia americana di allevatori di cavalli, queste scarpe vennero inizialmente proposte a sellerie e store specializzati in abbigliamento da equitazione, workwear e tempo libero. La rivoluzionaria calzata con appoggio sul collo del piede che permette alle dita di muoversi liberamente ha in poco tempo conquistato gli States e non solo, collezionando oggi ben 2 milioni e mezzo di paia vendute all’anno. Un’ulteriore dimostrazione di come (a volte) comodità possa far rima con stile.